Breaking news: il TAR ha annullato le elezioni regionali piemontesi 2010!
Tutta la diatriba era nata poco dopo le elezioni, quando si era scoperto che le firme presentate dalla lista "Pensionati per Cota" erano state falsificate; in seguito, nel 2012, il Consiglio di Stato ha confermato tale accusa, lasciando però in sospeso la questione "validità elezioni".
I voti attribuiti a tale lista, infatti, sono stati determinanti per battere la coalizione pro-Bresso, per cui ci si era chiesto se questo avrebbe comportato la necessità o meno di ripetere le elezioni.
Oggi il TAR ha dato una prima risposta in tal senso, dichiarando nullo l'esito del voto e disponendo il ritorno alle urne. Molto netto.
Non sembra esserci margine di discussione, Cota ha vinto grazie ad una lista invalida e quindi le elezioni perdono di efficacia e legalità...
...In realtà non è così semplice, infatti non stiamo parlando di nullità di un normale atto amministrativo ma di elezioni! E non stiamo parlando di un'invalidità derivante da imbrogli elettorali, ma di vizi in parte "formali"!
I punti critici sono sia di ordine teorico che pratico:
Le firme necessarie alla regolare presentazione e partecipazione della lista "Pensionati per Cota" sono state dichiarate e confermate false, e hanno garantito a Cota il distacco di voti necessario a battere la Bresso. Fin qui è ineccepibile. Proviamo però a fare un passo indietro, ricordandoci che il sistema elettorale regionale nostrano prevede che l'elettore voti o solo per una determinata lista provinciale/circoscrizionale (che si riferisce alla lista regionale collegata, per esempio: voto "Pensionati", ma implicitamente sto votando la coalizione centro-destra) oppure due voti per una lista provinciale e un'altra regionale di diverse coalizioni (il c.d. voto disgiunto; per esempio: voto "Pensionati", a livello provinciale, e "Uniti per Bresso", a livello regionale) o ancora voto direttamente la singola lista regionale o il capolista regionale (per esempio: voto solo "Roberto Cota" o "Roberto Cota presidente").
What's the point?
E' evidente che la lista "Pensionati per Cota" non avrebbe dovuto neanche essere presente, eppure è andata diversamente (sigh), ed è altrettanto evidente che la diatriba di fondo è più che altro formale (nel senso che non sono stati falsificati i voti elettorali, ma le firme necessarie ad una lista per partecipare alle elezioni) ma comunque connotata da una certa gravità (perché denota un comportamento truffaldino di Di Giovine, e perché il reato contestato è di falso materiale, punito penalmente).
Tuttavia, bisogna prendere atto del fatto che, dei 27mila voti presi, andrebbero invalidati/annullati solo i voti attribuiti a tale lista con voto disgiunto, in quanto in tale casistica è evidente che l'elettore non ha sottinteso votare anche la collegata lista regionale (proprio perché ha votato disgiuntamente), viceversa, nel caso abbia votato tale lista provinciale senza indicare una lista regionale diversa da quella collegata il problema non si dovrebbe porre perché è dato per scontato che abbia implicitamente votato anche la relativa lista regionale (nel caso abbia votato solo il capolista o la lista regionale il problema proprio non esiste).
Questa visione più "sostanziale" dei risultati elettorali, che ogni tanto spunta fuori sui quotidiani, è denominata principio del favor voti, e prevede una interpretazione estensiva dell'effettiva volontà dell'elettore al di sopra delle questioni formali. Tale principio è una norma dell'ordinamento, nel più ristretto ambito delle elezioni amministrative - è chiamato principio di salvaguardia del voto -, ma in virtù della sua importanza è stato più volte discusso anche in altri ambiti, in particolare un importante "precedente" è la controversia relativa alle elezioni regionali in Molise e Abruzzo (2000-2001), dove il Consiglio di Stato ha applicato tale principio, evidenziando il fatto che un vizio di procedimento elettorale preordinato all'elezione non dovrebbe invalidare la consultazione stessa (nel primo caso), a meno che non vi sia uno scarto di voti tale da far supporre che il risultato elettorale sarebbe stato diverso, in assenza della lista incriminata (nel secondo caso). Lo stesso "secondo caso" si è ripetuto nelle elezioni molisane 2011, dove il Consiglio di Stato (sentenza 5504/12) ha riconfermato la necessità di valutare il differenziale di voti.
A questo punto, vista la recente evoluzione giurisprudenziale e la prassi più sostanziale applicata in materia elettorale, sarebbe opportuno che avesse luogo un riconteggio delle schede (che era già cominciato, ma subito interrotto) volto a determinare l'entità dei voti attribuiti alla lista "Pensionati per Cota", nonché se tali voti (ma non quelli a voto disgiunto) siano stati determinanti o se comunque sarebbero stati sufficienti a garantire un diverso risultato elettorale (quest'ultima è l'ipotesi più probabile).
Solo così si potrà essere veramente sicuri di aver rispettato l'effettiva volontà popolare.
venerdì 10 gennaio 2014
lunedì 6 gennaio 2014
Analisi semi-seria
E' da alcuni mesi che sembra vieppiù evidente un trend inverso dell'altrui felicità rispetto alla Nostra, nella piccola comunità torinese che ruota attorno alla mia persona (et contigui).
Si rende perciò necessaria un'attenta analisi, volta a individuare i rapporti di causa-effetto tra codesti fatti e misfatti. Cotante coincidenze dovranno essere chiosate!
La statistica sarà la nostra fedele compagnia di studi, in questo caso.
Il nostro punto di partenza è il sottostante grafico.
Innanzitutto una premessa metodologica.
Le variabili in questione sono tre: C e R sono singole persone fisiche; Alteri è un paniere di 9 individui, ciascuno con eguale peso ponderato, che esprime un singolo valore corrispondente alla media aritmetica dei 9 (una sorta di indicatore pro-capite del grado di felicità di ciascuno dei componenti del paniere).
La scala di valori spazia da 1 a -1, rispettivamente indicanti maxima felicità e infelicità (e relativi stadi intermedi). Tali stati qualitativi sono difficilmente identificabili e quantificabili, per cui si esplicita fin d'ora che codesta analisi è di chiara impronta soggettiva.
Passiamo ora al grafico.
Come possiamo notare, il paniere Alteri è pressoché stabile nel punto "ago" e "set", C raggiunge il picco minimo in "set", mentre R rimane invariato ai minimi.
La svolta si ha a "ott", quando C e R fanno un balzo in su, ritornando in territorio positivo, mentre Alteri incomincia una graduale discesa che si acuisce nelle ultime due fasi (la linea verde sembra poco inclinata, in realtà si ha una notevole riduzione dei valori ma essendo un paniere il crollo risulta in parte attenuato).
La domanda sorge spontanea...E' possibile che C e R siano in relazione inversa o che addirittura causino tale infelice andamento di Alteri? Beh, scopriamolo!
Dopo alcune analisi statistiche, ritroviamo i seguenti valori:
Il coefficiente di correlazione statistico (che oscilla tra 1 e -1) tra C e R è di 0,92, mentre tra C ed Alteri è di -0,85 e -0,94 tra R ed Alteri. Che cosa significa questo? In sintesi, c'è una forte tendenza - da parte di C e R - a variare assieme e nella stessa direzione, mentre c'è una marcata tendenza di C e R a variare assieme, sì, ma nella direzione opposta (!) rispetto ad Alteri.
Discorso quasi analogo per la covarianza (che oscilla sempre tra 1 e -1). Tra C e R il valore è pari a 0,72, mentre tra C e A. e tra R e A. tale valore è pari rispettivamente a -0,10 e -0,14. In sostanza indicherebbero che C e R variano all'incirca della stessa quantità e positivamente, mentre rispetto a A. dimostrano di variare poco e negativamente (con segno opposto).
Non facciamoci ingannare da questi ultimi due valori, infatti la covarianza indica di quanto variano assieme le due variabili, per cui comparando una variazione quantitativa di "singoli" rispetto ad una paniere è chiaro che il paniere sarà soggetto a minori variazioni (per il motivo che ho ricordato poco sopra). La covarianza C-R, tra "singoli" - infatti -, è molto forte e potrebbe esserlo ancor di più se non fosse per la differenza iniziale (al punto "ago").
Impressive!
Tali risultati sono piuttosto eloquenti, di talché ritengo imperativo arrestare sin da subito tale coppia di variabili, orsù, prima che la moria di felicità si diffonda nel resto della nostra comunità, acuendosi ulteriormente!
Si rende perciò necessaria un'attenta analisi, volta a individuare i rapporti di causa-effetto tra codesti fatti e misfatti. Cotante coincidenze dovranno essere chiosate!
La statistica sarà la nostra fedele compagnia di studi, in questo caso.
Il nostro punto di partenza è il sottostante grafico.
Innanzitutto una premessa metodologica.
Le variabili in questione sono tre: C e R sono singole persone fisiche; Alteri è un paniere di 9 individui, ciascuno con eguale peso ponderato, che esprime un singolo valore corrispondente alla media aritmetica dei 9 (una sorta di indicatore pro-capite del grado di felicità di ciascuno dei componenti del paniere).
La scala di valori spazia da 1 a -1, rispettivamente indicanti maxima felicità e infelicità (e relativi stadi intermedi). Tali stati qualitativi sono difficilmente identificabili e quantificabili, per cui si esplicita fin d'ora che codesta analisi è di chiara impronta soggettiva.
Passiamo ora al grafico.
Come possiamo notare, il paniere Alteri è pressoché stabile nel punto "ago" e "set", C raggiunge il picco minimo in "set", mentre R rimane invariato ai minimi.
La svolta si ha a "ott", quando C e R fanno un balzo in su, ritornando in territorio positivo, mentre Alteri incomincia una graduale discesa che si acuisce nelle ultime due fasi (la linea verde sembra poco inclinata, in realtà si ha una notevole riduzione dei valori ma essendo un paniere il crollo risulta in parte attenuato).
La domanda sorge spontanea...E' possibile che C e R siano in relazione inversa o che addirittura causino tale infelice andamento di Alteri? Beh, scopriamolo!
Dopo alcune analisi statistiche, ritroviamo i seguenti valori:
Il coefficiente di correlazione statistico (che oscilla tra 1 e -1) tra C e R è di 0,92, mentre tra C ed Alteri è di -0,85 e -0,94 tra R ed Alteri. Che cosa significa questo? In sintesi, c'è una forte tendenza - da parte di C e R - a variare assieme e nella stessa direzione, mentre c'è una marcata tendenza di C e R a variare assieme, sì, ma nella direzione opposta (!) rispetto ad Alteri.
Discorso quasi analogo per la covarianza (che oscilla sempre tra 1 e -1). Tra C e R il valore è pari a 0,72, mentre tra C e A. e tra R e A. tale valore è pari rispettivamente a -0,10 e -0,14. In sostanza indicherebbero che C e R variano all'incirca della stessa quantità e positivamente, mentre rispetto a A. dimostrano di variare poco e negativamente (con segno opposto).
Non facciamoci ingannare da questi ultimi due valori, infatti la covarianza indica di quanto variano assieme le due variabili, per cui comparando una variazione quantitativa di "singoli" rispetto ad una paniere è chiaro che il paniere sarà soggetto a minori variazioni (per il motivo che ho ricordato poco sopra). La covarianza C-R, tra "singoli" - infatti -, è molto forte e potrebbe esserlo ancor di più se non fosse per la differenza iniziale (al punto "ago").
Impressive!
Tali risultati sono piuttosto eloquenti, di talché ritengo imperativo arrestare sin da subito tale coppia di variabili, orsù, prima che la moria di felicità si diffonda nel resto della nostra comunità, acuendosi ulteriormente!
sabato 4 gennaio 2014
About: Trans-Adriatic Pipeline (TAP)
Per TAP si intende comunemente il Gasdotto Trans-Adriatico, ossia un progetto volto a costruire un nuovo gasdotto che connetterà l'Italia e la Grecia, passando attraverso l'Albania, permettendo l'afflusso del gas naturale proveniente dalle zone del Caucaso e - potenzialmente - del Medio Oriente.
Cominciamo a capire qualcosa in più sul progetto in se, poi valuteremo quali sono i connessi problemi di "relazioni internazionali".
La storia
Tutto nasce nel 2003, quando la società EGL Italia Spa (oggi AXPO Italia Spa) controllata dal gruppo svizzero AXPO (attivo nella commercializzazione e trading di energia e prodotti derivati) conduce uno studio di fattibilità sulla creazione di un gasdotto, conclusosi nel 2006 con esito positivo. Viene così creata la società TAP AG, nel 2007, per lo sviluppo e la realizzazione del gasdotto in questione, diventata poi joint-venture nel 2008, quando subentra nel capitale la compagnia di Stato norvegese Statoil e la tedesca E.ON.
Nel 2009 abbiamo il primo accordo formale dove viene maggiormente presa in considerazione l'ipotesi TAP, ossia un accordo quadro Italia-Albania in materia di cooperazione su elettricità e gas, e dove viene ritenuto tale progetto di interesse prioritario.
Nel 2012 il progetto si avvicina alla sua realizzazione effettiva, infatti il Consorzio Shah Deniz (che gestisce dal 1996 il più grande giacimento di gas naturale del Azerbaijan, quello di Shah Deniz appunto) selezionarono il progetto TAP come potenziale percorso di trasporto prioritario del gas prodotto verso l'Europa, firmando un accordo di cooperazione e finanziamento del TAP, regolando la gestione proprietaria della joint venture TAP AG in modo da includere anche i soci del Consorzio (con questo assetto societario). Nello stesso anno viene firmato un memorandum di intesa italo-greco-albanese sulla cooperazione allo sviluppo per realizzare il gasdotto.
Sarà poi nel 2013 che il Consorzio sceglierà effettivamente il TAP quale percorso di trasporto, e che il Governo presenterà l'Accordo Italia-Albania-Grecia - di febbraio 2013 - da ratificare al Parlamento (sarà approvato il 5 dicembre ed entrerà in vigore il 5 gennaio 2014). il 17 dicembre 2013 il Consorzio ha preso la decisione finale di investimento sul progetto di sviluppo del giacimento, successivamente gli azionisti del TAP AG hanno preso la decisione definitiva di costruzione del gasdotto.
Il percorso
Il TAP partirà dalla città greca di Kipoi, all'estremità est della Grecia, attraverserà tutto il Nord della Grecia, tagliando a metà l'Albania e proseguendo offshore nell' Adriatico fino a ricollegarsi in Puglia, presso San Foca, con la rete SNAM.
Il progetto
E' stato riconosciuto dal Parlamento e dal Consiglio dell'UE quale progetto di interesse comune in particolare riguardo lo sviluppo della rete trans-europea di energia TEN-E e la diversificazione dell'approvvigionamento energetico. L'UE ha infatti finanziato lo studio di fattibilità e di basic engineering.
Bisogna però precisare che il TAP rientra in un più vasto progetto denominato Shah Deniz Stage 2, che ha l'obiettivo di incrementare la produzione di gas nel giacimento di Shah Deniz e garantire un passaggio più veloce e sicuro per il mercato europeo. Il passaggio successivo allo sviluppo dei giacimenti, e intermedio rispetto alla realizzazione del TAP, è la creazione della Trans Anatolian Pipeline, che dovrebbe trasportare il gas lungo lungo tutta la Turchia.
Fra l'altro, rispetto alle altri varianti nel corridoio meridionale del gas (Nabucco, che ha perso la gara di aggiudicazione dei giacimenti; nella foto è la linea azzurrina) è una delle più dirette e che attraversa meno Stati (dal punto di vista italiano).
Ora che sono state poste tutte le basi affinché il progetto venga attuato, e sia attivo nel 2019, resta da capire da dove nasce questa "esigenza". Le motivazioni sono principalmente due, una riguarda lo scenario internazionale e l'altra quello energetico.
Scenario internazionale
La Russia è il più grande esportatore di gas naturale e ovviamente sfrutta la sua posizione dominante in Europa per tenere politicamente e economicamente sotto scacco i paesi che si "servono" col suo gas. Questa è stata sicuramente la prima motivazione, in ordine storico, che ha spinto alcuni paesi europei - e non solo - a cercare vie di approvvigionamento energetico alternative rispetto a Mosca. Già negli anni precedenti molti paesi limitrofi e dipendenti dal gas russo avevano cercato di diversificare paese di importazione, per non parlare degli scontri che ci sono stati con paesi quali l'Ucraina e che si sono ripercossi su tutto il resto d'Europa.
Scenario energetico
Un secondo motivo, che ha preso piede più recentemente, riguarda la cosiddetta diversificazione energetica delle fonti di approvvigionamento, sia nell'ottica di un risparmio in bolletta (maggiore concorrenza di prezzo) sia nell'ottica di uno spostamento dai combustibili fossili più inquinanti verso le energie rinnovabili e il gas naturale (un obiettivo sostenuto soprattutto in ambito UE).
Per quanto riguarda lo scenario nazionale generale, le stime governative (nella relazione illustrativa in particolare) parlando di una produzione di gas in calo nei prossimi anni, per cui, stando a queste stime, il minor import e consumo non sarebbe comunque in grado di compensare la bassa produzione interna, quindi il gasdotto "sarebbe" da fare. Dall'altra parte abbiamo il Comitato NO TAP, che sostiene l'esatto opposto ed è fortemente preoccupato per l'impatto ambientale dell'opera, nonché per gli ulteriori lavori necessari per far confluire il gas in arrivo alla rete nazionale.
E adesso?
Dopo questa importante novità, i vari progetti in corso vanno comunque avanti (South Stream, North Stream, ITGI...) mentre l'unico vero cambiamento riguarda il Nabucco, che sarà accantonato oppure dovrà essere completamente rivisto nell'ottica di mantenere solo una parte del progetto iniziale (per esempio sfruttando le linee createsi in Turchia).
Comunque sia, fino al prossimo decennio, non sarà possibile beneficiare degli effetti positivi di quest'opera (in termini di "bolletta energitica") e quindi non vi saranno particolari cambiamenti, se non l'esborso iniziale derivante dalle spese di missione per le riunioni annuali della Commissione che si occuperà della supervisione dell'opera, per ben 1.155 euro ogni anno.
giovedì 26 dicembre 2013
Web Tax
Il 20 dicembre è stata approvata la famosa Legge di Stabilità, che tra le tante norme conteneva al suo interno un provvedimento che riguarda la tassazione di spazi pubblicitari digitali, poi definito "web tax".
Questa norma è sorta in seguito ad un precedente dibattito - tuttora in corso - sullo scarso ammontare di imposte pagate da alcune famose società (Google in primis) e ha provocato molte critiche, sia sul piano economico che giuridico.
Questa norma è sorta in seguito ad un precedente dibattito - tuttora in corso - sullo scarso ammontare di imposte pagate da alcune famose società (Google in primis) e ha provocato molte critiche, sia sul piano economico che giuridico.
Vediamone il funzionamento.
Può sembrare che questi due obblighi siano poco rilevanti, in realtà questo comma impone un nuovo e pesante adempimento burocratico-fiscale per tutti coloro che operano nel settore pubblicitario digitale nazionale: l'apertura di partita IVA in Italia. Quest'obbligo costringerebbe le aziende ad assoggettare a tassazione qui in Italia i ricavi derivanti dal settore advertising, nonché sostenere tutti i nuovi costi derivanti dall'apertura e dal mantenimento di partita IVA.
La norma approvata (art.1 c33) prevede due cose:
- che le imprese che volessero ACQUISTARE servizi di pubblicità e link sponsorizzati online visualizzabili sul territorio italiano, - o almeno questa è l'interpretazione prevalente dello spirito della norma (non è sufficiente essere solo un'azienda del e-commerce) - anche attraverso centri ed operatori terzi, possono acquistarli SOLO da soggetti che abbiano una partita IVA in Italia;
- che tali imprese acquirenti abbiano OBBLIGATORIAMENTE una partita IVA italiana.
Oltre a queste critiche più "pratiche", molti si chiedono quanto gettito fiscale possa veramente garantire questa norma, prospettando risultati scadenti per le finanze pubbliche (poche decine di milioni) e nel contempo un fuggi fuggi generale dei grandi colossi con una notevole penalizzazione per il settore, soprattutto per i "pesci piccoli".
Se pensavate che il problema fosse solo economico-fiscale vi sbagliavate, visto che questo provvedimento non è giuridicamente ben visto dall'UE (anche per via di un difetto di notifica alla stessa, notifica che in questo caso andava inviata poiché riguardava la circolazione dei servizi intracomunitaria), che ha subito evidenziato una possibile (e probabile) violazione delle libertà fondamentali garantite dai principi europei.
E' evidente un po' a tutti che questa tassa è stata mal elaborata fiscalmente (basti pensare che è monca di alcuni presupposti importanti, quali le eventuali sanzioni in caso di violazione di legge) e giuridicamente (parlavamo pocanzi delle magagne giuridiche pronte a scoppiare).
Sono tutte critiche sensate, ma incentrate sulla sola norma in questione, senza alcun riferimento al contesto.
Non sto ovviamente difendendo questo improbabile provvedimento, però il motivo per cui è stata introdotto, che per una volta non è di gettito fiscale, è stato affrontato sì ma è passato quasi inosservato.
Facciamo un passo indietro e analizziamolo
Qual è il problema a monte?
La "giusta" tassazione dei ricavi prodotti dai colossi del digitale, quali Google, Amazon, Facebook e Apple.
Infatti questi grandi gruppi fatturano diversi milioni grazie ai ricavi derivanti dai loro servizi, ma tramite un abile "gioco di squadra" tra le varie società controllate riescono a farsi tassare tali ricavi solo dove vogliono loro (generalmente in paesi quali Lussemburgo e Irlanda).
Come?
Attraverso il profit shifting, ossia adottando una strategia tributaria mirata a "spostare" i ricavi/redditi prodotti, ma ancora da tassare, nei paesi con un regime fiscale più vantaggioso. Il tutto legalmente.
Esempi noti
La quasi totalità dei ricavi di Google è tassata in Irlanda; per Amazon è il Lussemburgo la meta fiscale di riferimento; per Facebook l'Irlanda; Apple (na bomba come al solito...) li sfrutta un po' tutti, tramite una specie di triangolazione Irlanda-Lussemburgo-Olanda.
E' evidente che un comportamento del genere è un insulto ai principi di equità e di capacità contributiva, statuiti dalla Costituzione, e pertanto andava prima o poi affrontato. Tuttavia dobbiamo ricordare che si tratta di un terreno delicato (imposizione fiscale "diretta") e soprattutto sovranazionale (coinvolge minimo due paesi), due motivazioni sufficienti per capire che i singoli Stati possono fare ben poco, per cui è l'Europa che deve darsi una mossa. Fra l'altro l'Italia non è il primo paese a lamentarsi di questa spudorata elusione fiscale da parte di questi grandi gruppi, e già in UK e Francia ci sono stati i primi scontri tra l'Amministrazione fiscale e tali multinazionali.
Al riguardo la Commissione europea ha incaricato un team tecnico di elaborare un modello di tassazione digitale univoca per tutta l'Unione, e lo stesso commissario alla fiscalità Algiridas Semeta ha di recente proposto di modificare le normative societarie UE per limitare lo spostamento di redditi da tassare da una controllata all'altra.
Insomma, il problema è stato affrontato ma i tempi, essendo tempi "comunitari", saranno come al solito lunghi...
(*) Aggiornamento: l'ultimo decreto-legge pubblicato nel 2013 prevede che la c.d. web tax entri in vigore il 1 luglio 2014
lunedì 23 dicembre 2013
Residenza virtuale
La questione della residenza è sempre stato un problema molto sentito, a Torino, un problema che con l'inizio dell'occupazione dell'area ex MOI è andato aggravandosi (attirando un'attenzione mediatica lievemente maggiore rispetto al solito), unendosi alle recenti e più intense iniziative e manifestazioni sul diritto alla casa, e in particolare alla residenza.
Qui a Torino, la maggioranza politica è sempre stata contraria a un'estensione generalizzata della residenza, perché si paventava l'illegalità della concessione di tale titolo a persone che okkupavano abusivamente uno stabile, come avviene in molti casi (non ci soffermeremo qui sulla regolarità giuridica di un'occupazione, in quanto la giurisprudenza è abbastanza varia e valuta sostanzialmente per macro-casi). Questo ha portato sin da subito ad uno stallo, per cui mentre altri temi altrettanto controversi (quali il diritto alla casa) venivano affrontati con maggiore conciliazione e sensibilità, le questioni "residenza" e "migranti" sono state accantonate perché complicate (per via delle competenze quasi esclusivamente statali) e costosa (il bilancio comunale è un bel po' che "piange").
Dopo numerosi richiami e proteste, rimasti pressoché inascoltati, il 10 dicembre, la Giunta Comunale (nelle persone del Vicesindaco Tisi, Ass. Gallo e Tedesco), ha proposto al Consiglio di approvare l'istituzione della residenza virtuale di via della Casa Comunale n.3, per consentire l'iscrizione anagrafica, in tale via, alle persone straniere titolari di permesso di soggiorno per motivi di protezione internazionale o umanitaria, senza fissa dimora o senza tetto, semplicemente fornendo tutti gli elementi necessari e utilizzando tale permesso di soggiorno come documento utile, qualora non disponibili altri documenti. Tale proposta è stata recepita e approvata poche ore fa dal Consiglio Comunale.
Si tratta di un espediente innovativo: creare un apposito indirizzo, e di conseguenza una residenza, "fittizio" (appunto) in quanto non esistente, ma utile a consentire a tali persone l'iscrizione anagrafica e la relativa attribuzione di codice fiscale e tessera sanitaria, strumenti indispensabili per accedere ai servizi cittadini essenziali e anche solo pensare di inviare un curriculum. Infatti, pur avendo pochissime competenze in materia (ricordiamo la prevalenza del livello statale sugli altri), il Comune ha sfruttato al massimo l'unica sua funzione veramente determinante, in questo campo, e cioè l'Anagrafe: in questo modo, una volta rispettati i requisiti di legge, se si riscontra la volontà di mantenere a Torino il proprio "centro d'affari" o la propria dimora e rientrando in uno dei casi particolari indicati, l'Amministrazione non può negare il diritto alla residenza.
Bisogna ricordare che questo strumento oltre ad essere un semplice espediente, è di fatto un palliativo che dovrebbe in qualche modo attenuare il contrasto occupanti-Comune, senza alcuna pretesa di risolvere il problema della figura dello straniero irregolare (e del conseguente reato di immigrazione clandestina), infatti è previsto dallo stesso testo che tale facilitazione ai fini anagrafici vale esclusivamente per coloro che sono titolari di un permesso di soggiorno per motivi di protezione internazionale o umanitaria, senza fissa dimora o senza tetto. E più di questo non potrebbe comunque essere, per il semplice fatto che altrimenti il Comune oltrepasserebbe le sue competenze, violando deliberatamente una legge statale.
Inoltre, questa gentil concessione del Comune è una "semplice" attribuzione di un diritto, non accompagnata da nessun impegno pratico-economico dell'Amministrazione, che quindi per ora si limita a riconoscere questi migranti come meritevoli della tutela giuridica di base, senza però stanziare nulla a loro favore o prevedendo particolari percorsi di re-inclusione socio-economica. Questo per ora, poi vedremo cosa elaboreranno dopo questi ultimi sviluppi legislativi...
Una vittoria di Pirro, dunque? Non necessariamente. La recente ondata di "sensibilizzazione" riguardo al tema più ampio dei migranti e i vari tentativi di mediazione e risoluzione fatti propri dagli Enti Locali in tutta Italia potrebbero essere la spinta ideale per far capire al Governo che ormai la situazione è insostenibile e che è ora di mettere mano alla normativa, prima che questi input (manifestazioni, occupazioni, iniziative delle amministrazioni locali) diventino ingestibili.
"Non cazzeggiamo", direbbe un grande politico che mi ha preceduto...
Qui a Torino, la maggioranza politica è sempre stata contraria a un'estensione generalizzata della residenza, perché si paventava l'illegalità della concessione di tale titolo a persone che okkupavano abusivamente uno stabile, come avviene in molti casi (non ci soffermeremo qui sulla regolarità giuridica di un'occupazione, in quanto la giurisprudenza è abbastanza varia e valuta sostanzialmente per macro-casi). Questo ha portato sin da subito ad uno stallo, per cui mentre altri temi altrettanto controversi (quali il diritto alla casa) venivano affrontati con maggiore conciliazione e sensibilità, le questioni "residenza" e "migranti" sono state accantonate perché complicate (per via delle competenze quasi esclusivamente statali) e costosa (il bilancio comunale è un bel po' che "piange").
Dopo numerosi richiami e proteste, rimasti pressoché inascoltati, il 10 dicembre, la Giunta Comunale (nelle persone del Vicesindaco Tisi, Ass. Gallo e Tedesco), ha proposto al Consiglio di approvare l'istituzione della residenza virtuale di via della Casa Comunale n.3, per consentire l'iscrizione anagrafica, in tale via, alle persone straniere titolari di permesso di soggiorno per motivi di protezione internazionale o umanitaria, senza fissa dimora o senza tetto, semplicemente fornendo tutti gli elementi necessari e utilizzando tale permesso di soggiorno come documento utile, qualora non disponibili altri documenti. Tale proposta è stata recepita e approvata poche ore fa dal Consiglio Comunale.
Si tratta di un espediente innovativo: creare un apposito indirizzo, e di conseguenza una residenza, "fittizio" (appunto) in quanto non esistente, ma utile a consentire a tali persone l'iscrizione anagrafica e la relativa attribuzione di codice fiscale e tessera sanitaria, strumenti indispensabili per accedere ai servizi cittadini essenziali e anche solo pensare di inviare un curriculum. Infatti, pur avendo pochissime competenze in materia (ricordiamo la prevalenza del livello statale sugli altri), il Comune ha sfruttato al massimo l'unica sua funzione veramente determinante, in questo campo, e cioè l'Anagrafe: in questo modo, una volta rispettati i requisiti di legge, se si riscontra la volontà di mantenere a Torino il proprio "centro d'affari" o la propria dimora e rientrando in uno dei casi particolari indicati, l'Amministrazione non può negare il diritto alla residenza.
Bisogna ricordare che questo strumento oltre ad essere un semplice espediente, è di fatto un palliativo che dovrebbe in qualche modo attenuare il contrasto occupanti-Comune, senza alcuna pretesa di risolvere il problema della figura dello straniero irregolare (e del conseguente reato di immigrazione clandestina), infatti è previsto dallo stesso testo che tale facilitazione ai fini anagrafici vale esclusivamente per coloro che sono titolari di un permesso di soggiorno per motivi di protezione internazionale o umanitaria, senza fissa dimora o senza tetto. E più di questo non potrebbe comunque essere, per il semplice fatto che altrimenti il Comune oltrepasserebbe le sue competenze, violando deliberatamente una legge statale.
Inoltre, questa gentil concessione del Comune è una "semplice" attribuzione di un diritto, non accompagnata da nessun impegno pratico-economico dell'Amministrazione, che quindi per ora si limita a riconoscere questi migranti come meritevoli della tutela giuridica di base, senza però stanziare nulla a loro favore o prevedendo particolari percorsi di re-inclusione socio-economica. Questo per ora, poi vedremo cosa elaboreranno dopo questi ultimi sviluppi legislativi...
Una vittoria di Pirro, dunque? Non necessariamente. La recente ondata di "sensibilizzazione" riguardo al tema più ampio dei migranti e i vari tentativi di mediazione e risoluzione fatti propri dagli Enti Locali in tutta Italia potrebbero essere la spinta ideale per far capire al Governo che ormai la situazione è insostenibile e che è ora di mettere mano alla normativa, prima che questi input (manifestazioni, occupazioni, iniziative delle amministrazioni locali) diventino ingestibili.
"Non cazzeggiamo", direbbe un grande politico che mi ha preceduto...
domenica 8 dicembre 2013
"Del sistema elettorale" (1)
Pochi giorni fa, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale parte dell'attuale legge elettorale. Questa presa di posizione ha implicitamente obbligato il Parlamento ad adottare una nuova legge, costringendoci a riflettere e a ripensare il nostro sistema di voto (finally!).
Vediamo ora come funziona l'attuale sistema. Ci avvarremo soprattutto di questo dossier.
Vediamo ora come funziona l'attuale sistema. Ci avvarremo soprattutto di questo dossier.
A livello storico, oltre alla Costituzione, l'ultima vera novità normativa è stata la legge Porcellum , che ha introdotto importanti cambiamenti, a partire dalle elezioni politiche 2006.
La Costituzione
Gli articoli che ci interessano sono il 56 e il 57.
Per quanto riguarda la Camera: elezione a suffragio universale e diretto; il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero; eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno della elezione hanno compiuto i venticinque anni di età; la ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
Per il Senato: elezione a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero; il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero (nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno); la ripartizione dei seggi fra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
[ Una precisazione importante: quando si parla di collegi e circoscrizioni si intende per entrambe delle semplici suddivisioni territoriali, però la prima viene normalmente associata a sistemi maggioritari (genericamente, un solo candidato e chi riceve più voti ha la maggioranza assoluta), mentre la seconda a quelli proporzionali (sono eletti più candidati e i seggi sono distribuiti proporzionalmente ai voci ricevuti, non importa se ci sia una maggioranza risicata). Spiegheremo successivamente come e perché utilizzare l'uno o l'altro]
Camera dei Deputati
E' previsto un sistema proporzionale, con l'eventuale attribuzione di un premio di maggioranza in ambito nazionale; tale sistema è caratterizzato inoltre da un riparto dei seggi in ambito nazionale con sistema proporzionale tra le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento, più una eventuale attribuzione di un premio di maggioranza alla lista o coalizione vincente qualora non abbia già conseguito 340 seggi. Quest'ultimo passaggio è da chiarire: la distribuzione dei seggi è proporzionale se il vincitore raggiunge i 340 seggi, viceversa viene "corretta" in senso maggioritario se non viene raggiunta tale soglia (ossia vengono attribuiti i seggi che mancano per arrivare a quel risultato).
Il territorio nazionale è suddiviso in 27 circoscrizioni, corrispondenti in molti casi al territorio delle Regioni o a quello di una o più Province. A ogni circoscrizione è assegnato il numero di seggi che le spetta in base ai dati sulla popolazione residente relativi all'ultimo censimento (fatti salvi i 12 seggi da attribuire alla Circoscrizione Estero).
Tale ripartizione dei seggi è effettuata dividendo il numero degli abitanti per 618 e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti (vedremo poi cosa vuol dire nella pratica). Tale ripartizione viene formalmente approvata tramite emanazione di un Decreto del Presidente della Repubblica promosso dal Ministero dell'Interno.
E' prevista una soglia di sbarramento, cioè una percentuale minima di voti conseguiti, per poter accedere alla ripartizione: 10% per le coalizioni (nonché 2% per le liste che ne fanno parte), 4% per le singole liste; sempre a livello nazionale.
Al momento della ripartizione, si divide la somma delle cifre elettorali nazionali di tutte le liste che hanno superato la soglia minima per il numero 617 (i seggi assegnabili, escluso quello della Valle d'Aosta) per determinare il quoziente di ripartizione. Fatto ciò, ad ogni singola lista o coalizione si assegnano tanti seggi quante sono le volte in cui il quoziente di ripartizione è contenuto nella cifra elettorale nazionale.
I seggi che residuano sono assegnati (uno ciascuno e in successione) alle liste o coalizioni singole secondo l'ordine decrescente dei voti residuali. Solo a questo punto si valuta se ci sono le condizioni o meno per l'applicazione del premio di maggioranza (di cui sopra).
I seggi che residuano sono assegnati (uno ciascuno e in successione) alle liste o coalizioni singole secondo l'ordine decrescente dei voti residuali. Solo a questo punto si valuta se ci sono le condizioni o meno per l'applicazione del premio di maggioranza (di cui sopra).
Senato della Repubblica
E' previsto un sistema proporzionale con l'eventuale attribuzione di un premio regionale.
I seggi sono ripartiti tra le Regioni sulla base della popolazione residente (insomma, valgono le stesse prescrizioni indicate dalla Costituzione).
Per il calcolo e l'attribuzione dei seggi valgono gli stessi procedimenti visti per la Camera, tranne per il fatto che l'attribuzione dei seggi avviene su base regionale e secondo soglie di sbarramento diverse (20% per le coalizioni di liste, ma con le singole liste almeno al 3%; 8% per le singole liste non in coalizione), anche se l'assegnazione del premio si fonda sullo stesso meccanismo.
Un aspetto importante, valido sia alla Camera che al Senato, è che le liste sono bloccate,
ovverosia l’elettore non può esprimere alcuna preferenza ma è tenuto a
porre un segno sul solo simbolo identificante il partito o la
coalizione.
La precedente legge elettorale, altrettanto famosa e nota come Mattarellum, non presentava un criterio proporzionale corretto di questo tipo ma un sistema maggioritario-misto.
Prevede l'elezione del 75% dei parlamentari in collegi uninominali a turno unico (nessuno può presentarsi in più di un collegio; vince subito chi prende più voti) e
il 25% con sistema proporzionale. Agli elettori è lasciata la possibilità di indicare una preferenza (liste non bloccate).
Alla Camera. Per la parte maggioritaria viene eletto il candidato che ottiene più voti.
Nel proporzionale, dove non si esprime la preferenza, accedono alla suddivisione dei seggi le liste che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%. Prima della ripartizione occorre però applicare il meccanismo dello scorporo, per cui alla lista vengono sottratti i voti ottenuti dal candidato ad essa collegato che ha vinto nel collegio.
Al Senato. I tre quarti dei seggi vengono assegnati col sistema maggioritario, in collegi uninominali, a maggioranza semplice e a turno unico, come alla Camera. Per il restante quarto dei seggi, si applica il metodo proporzionale ai gruppi di candidati collegati, all'interno dei quali vengono eletti i candidati sconfitti nell'uninominale meglio piazzati, una volta verificato il numero di posti spettanti in base ai voti ottenuti e applicato lo scorporo.
Alla Camera. Per la parte maggioritaria viene eletto il candidato che ottiene più voti.
Nel proporzionale, dove non si esprime la preferenza, accedono alla suddivisione dei seggi le liste che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%. Prima della ripartizione occorre però applicare il meccanismo dello scorporo, per cui alla lista vengono sottratti i voti ottenuti dal candidato ad essa collegato che ha vinto nel collegio.
Al Senato. I tre quarti dei seggi vengono assegnati col sistema maggioritario, in collegi uninominali, a maggioranza semplice e a turno unico, come alla Camera. Per il restante quarto dei seggi, si applica il metodo proporzionale ai gruppi di candidati collegati, all'interno dei quali vengono eletti i candidati sconfitti nell'uninominale meglio piazzati, una volta verificato il numero di posti spettanti in base ai voti ottenuti e applicato lo scorporo.
giovedì 5 dicembre 2013
Ministero degli Esteri. Parte Prima
In questi giorni è stata approvata la famosa Legge di Stabilità (d'ora in poi LdS) e il Bilancio di Previsione dello Stato (d'ora in poi BdP), due importanti documenti che delineano dettagliatamente le politiche di spesa dello Stato, articolate nei vari Ministeri.
Ne approfitteremo quindi per approfondire la situazione in cui versano alcuni Dicasteri, analizzando gli stanziamenti nel 2014, in particolare quelli che vengono più approfonditamente trattati nei vari dossier predisposti dal servizio studi delle Camere.
Cominceremo con il Ministero degli Esteri (d'ora in poi MAE).
La spesa 2014 del MAE si articola in 3 "missioni", ossia macro-obiettivi :
Di questi, 1,68 mld sono destinati alle sole spese correnti (894,5 mln per le spese di funzionamento, 776,7 mln per gli interventi che consentono l'attuazione delle missioni istituzionali, 9,9 mln di oneri comuni); 15,5 mln sono invece spese in conto capitale (investimenti).
Le autorizzazioni di cassa (cioè i soldi effettivamente spendibili) sono pari agli stanziamenti indicati.
La prima cosa che si nota è l'incidenza molto bassa, quasi insignificante, delle spese 2014 del MAE rispetto al totale delle spese finali delle Amministrazioni Pubbliche (814,5 mld); si parla di un misero 0,2%!
Va altresì detto che alcuni capitoli di spesa sono collocati presso lo Stato di Previsione del Ministero dell'Economia - 2,24 mld (vedremo più avanti il dettaglio) - di cui però 1,31 mld relativo alle "missioni internazionali di pace", quindi non strettamente indispensabile (quanto meno non complessivamente).
A livello di spese più strutturali e continue relative al MAE, l' incidenza rimane comunque bassa in rapporto alle spese totali.
Resta "solo" da capire se questi danari sono spesi decentemente o meno.
Innanzitutto bisogna precisare che le missioni (le tre indicate sopra) sono articolate in modo più dettagliato in "programmi", allocati presso determinati "centri di responsabilità" (d'ora in poi CdR), ossia strutture interne allo stesso MAE (infatti il Ministero è suddiviso in vari dipartimenti, ciascuno dei quali si occupa di determinati programmi).
Vediamo ora la ripartizione interna dei singoli programmi (con relativa spiegazione integrativa e in alcuni casi con il valore-obiettivo di riferimento posto dal Ministero) e poi per macro-aggregati (l'elenco dettagliato).
Partiamo dai programmi che fanno parte della corposa missione "L' Italia in Europa e nel Mondo" (1,604 mld).
- 2 mln per la preparazione e lo svolgimento della Presidenza italiana dell'UE nel semestre luglio-dicembre 2014. Un obiettivo specifico è la realizzazione di almeno dieci tra incontri e riunioni dedicati all'allargamento dell'UE.
- 2 mln per sostenere i processi di cooperazione politica ed economica UE attraverso rafforzamento dei rapporti bilaterali con i membri UE. Sviluppare sinergie su questioni di interesse comune, promuovere gli interessi degli attori del sistema Italia negli altri paesi membri, promuovere occasioni di incontro e iniziative di cooperazione, che si concretizzi in almeno dieci incontri bi-multilaterali in cui si registrano convergenze concrete su tematiche europee.
- 2 mln per accrescere l'attenzione dell'UE verso il Mediterraneo. In particolare in relazione alle trasformazioni in atto nel Nord Africa, così che siano adottate iniziative politiche volte a sostenere e consolidare le transizioni in atto. Anche in questo caso si ipotizza un target di dieci incontri o riunioni promosse in ambito UE e dedicate al Mediterraneo.
- 2 mln per sostenere il processo di allargamento dell'UE ai paesi candidati o potenziali anche attraverso maggiore cooperazione regionale e rafforzamento rapporti bilaterali. L'italia dovrà sostenere la prospettiva europea dei Balcani Occidentali (Serbia, Albania, Kosovo, FYROM, Montenegro, Bosnia) e della Turchia, inoltre nel quadro delle priorità della Presidenza Italiana UE andranno promosse azioni per tenere alta l'attenzione sull'allargamento dell'agenda UE e dei partner europei, presso Stati membri e sedi UE, sviluppare sinergie su questioni di interesse comune, consolidare alleanze, stabilizzare sicurezza magari rafforzando i rapporti bilaterali e le iniziative di cooperazione regionale (InCE, IAI, RCC ecc), rafforzare prospettive di cooperazione transfrontaliera e territoriale in vista della definizione della Strategia UE per la Regione Adriatico-Ionica. L'obiettivo è di almeno 7 riunioni e iniziative dedicate al tema dell'allargamento.
- 14 mln per assicurare il contributo dell'Italia al processo di integrazione europea tramite la partecipazione ai negoziati in ambito UE e rafforzando i rapporti con i paesi di competenza. Contribuire al rafforzamento dell'UE, anche con un convinto sostegno al SEAE, rafforzare iniziative diplomatiche e negoziati comunitari, contribuire alla crescita economica nazionale stimolando gli IDE verso l'Italia e promuovendo le nostre imprese all'estero, promuovere iniziative per la minoranza italiana in Croazia e Slovenia.
I valori target sono svariati, in questo caso: contribuire ad almeno tre iniziative di assistenza; effettuare almeno 150 tra visite e incontri bi-multilaterali, poi vi sono due indicatori non chiari ossia il sostegno finanziario ad organizzazioni internazionali e attuazione degli accordi bilaterali in vigore (il target è 8, ma non si capisce se riguardi il numero di accordi da attuare o cos'altro) e convenzioni a supporto di iniziative pro minoranza italiana in Croazia e Slovenia (è indicato 1, ma anche qui non si capisce se ci si impegna ad arrivare alla stipula di almeno una convenzione di questo tipo o cos'altro).
Per macro-aggregati:
Ne approfitteremo quindi per approfondire la situazione in cui versano alcuni Dicasteri, analizzando gli stanziamenti nel 2014, in particolare quelli che vengono più approfonditamente trattati nei vari dossier predisposti dal servizio studi delle Camere.
Cominceremo con il Ministero degli Esteri (d'ora in poi MAE).
La spesa 2014 del MAE si articola in 3 "missioni", ossia macro-obiettivi :
- L' Italia in Europa e nel Mondo: 1,60 mld
- Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni Pubbliche (d'ora in poi AAPP): 83,3 mln
- Fondi da ripartire: 9,3 mln
Di questi, 1,68 mld sono destinati alle sole spese correnti (894,5 mln per le spese di funzionamento, 776,7 mln per gli interventi che consentono l'attuazione delle missioni istituzionali, 9,9 mln di oneri comuni); 15,5 mln sono invece spese in conto capitale (investimenti).
Le autorizzazioni di cassa (cioè i soldi effettivamente spendibili) sono pari agli stanziamenti indicati.
La prima cosa che si nota è l'incidenza molto bassa, quasi insignificante, delle spese 2014 del MAE rispetto al totale delle spese finali delle Amministrazioni Pubbliche (814,5 mld); si parla di un misero 0,2%!
Va altresì detto che alcuni capitoli di spesa sono collocati presso lo Stato di Previsione del Ministero dell'Economia - 2,24 mld (vedremo più avanti il dettaglio) - di cui però 1,31 mld relativo alle "missioni internazionali di pace", quindi non strettamente indispensabile (quanto meno non complessivamente).
A livello di spese più strutturali e continue relative al MAE, l' incidenza rimane comunque bassa in rapporto alle spese totali.
Resta "solo" da capire se questi danari sono spesi decentemente o meno.
Innanzitutto bisogna precisare che le missioni (le tre indicate sopra) sono articolate in modo più dettagliato in "programmi", allocati presso determinati "centri di responsabilità" (d'ora in poi CdR), ossia strutture interne allo stesso MAE (infatti il Ministero è suddiviso in vari dipartimenti, ciascuno dei quali si occupa di determinati programmi).
Vediamo ora la ripartizione interna dei singoli programmi (con relativa spiegazione integrativa e in alcuni casi con il valore-obiettivo di riferimento posto dal Ministero) e poi per macro-aggregati (l'elenco dettagliato).
Partiamo dai programmi che fanno parte della corposa missione "L' Italia in Europa e nel Mondo" (1,604 mld).
- Programma "Protocollo internazionale" (6,9 mln), presso il CdR Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, si tratta in sostanza di fondi interamente stanziati per la sola attività istituzionale di tale Organo.
Al Cerimoniale sono affidati tutti gli affari protocollari e di cerimoniale della Repubblica attinenti alle relazione internazionali, le visite di Stato in Italia e all'Estero, i rapporti con il corpo diplomatico accreditato presso l'Italia, la Santa sede e le Organizzazioni Internazionali, l'introduzione degli ambasciatori e la presentazione delle lettere credenziali, l'applicazione dell'immunità e i privilegi previsti dalle norme internazionali.
Per macro-aggregati: - 4,2 mln servono a pagare stipendi e contributi al personale (non è previsto alcuno stanziamento per eventuali straordinari);
- 853mila per spese di cerimoniale;
- 699mila per spese di manutenzione ordinaria dello stabile, del parco e del giardino di Villa Madama, nonché per arredi, riparazioni e sicurezza interna-esterna;
- 474mila per visite di Stato all'estero;
- 277mila sono a titolo di imposta IRAP sul personale;
- 219mila per acqua, luce, gas, pulizia, riscaldamento, aria condizionata dei locali;
- 73mila di tassa rifiuti;
- 36mila per compensi saltuari ad estranei per attività di traduzione e interpretariato in occasione di riunioni internazionali;
- 14mila per spese di missione all'interno, all'estero e trasferimenti;
- 13mila per cancelleria, stampati speciali, noleggio e trasporto mobili o impianti;
- 3mila500 per la protezione delle sedi diplomatiche-consolari estere presenti in Italia;
- 2mila500 per acquisto attrezzature non informatiche, di mobilio e di dotazioni librarie;
- 2mila di buoni pasto per il personale;
- Programma "Cooperazione allo sviluppo" (174 mln), presso il CdR Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, di cui:
- 87 mln per ottenere una più elevata qualità dell'aiuto allo sviluppo italiano nella cornice degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e del Quarto Foro di Alto Livello di Busan del 2011.
Aumentare l'efficacia degli aiuti allo sviluppo significa aumentare l'impatto dell'aiuto pubblico nei PVS, da una parte attraverso una maggiore responsabilizzazione dei paesi partner (attraverso maggiore trasparenza e lotta alla corruzione), dall'altra attraverso una più forte attenzione alla qualità della spesa nonché attraverso una razionalizzazione dell'aiuto realizzata mediante una riduzione della frammentazione e dispersione di tali aiuti.
- 17,4 mln per la gestione degli affari generali e amministrativi della cooperazione. In sostanza si tratta di operare in nome di una gestione delle risorse il più possibile trasparente ed efficace, nel rispetto dei vincoli di bilancio.
- 69,6 mln per la programmazione degli interventi di cooperazione bi/multilaterale. Ossia si impegnerà a realizzare documenti strategici annuali di programmazione degli interventi di cooperazione allo sviluppo, comprese le Linee Guida Triennali della Cooperazione (tale programmazione degli interventi risponderà alle priorità politiche indicate).
Per macro-aggregati: - 35,6 mln per finanziamenti gratuiti riguardanti l'elaborazione di studi, programmi, progetti e iniziative in materia di ricerca scientifica, costruzione impianti e infrastrutture, progetti di sviluppo e anti-droga, programmi di informazione;
- 31,1 mln di contributi obbligatori ad organismi internazionali;
- 27,7 mln di contributi per le organizzazioni internazionali, banche e fondi di sviluppo impegnati nella cooperazione coi PVS, compresa l'UE;
- 21 mln di contributi a ONG riconosciute idonee per la realizzazione di attività di cooperazione da loro promosse;
- 10 mln di spese per stipendi e contributi al personale (in questo caso sono presenti 100mila euro di spese per straordinari effettuati);
- 9,96 mln di stipendi e contributi per personale assunto a contratto e/o in posizione di comando o fuori ruolo (compresi 64mila di spese per straordinari);
- 6,13 mln di contributi al Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei;
- 6,2 mln per finanziamenti gratuiti per attuare programmi e interventi per fronteggiare calamità, denutrizione e carenze igienico-sanitarie;
- 5,15 mln di contributi al UNIDO;
- 2,69 mln di finanziamenti per la realizzazione di programmi di formazione a distanza e di formazione professionale in Italia, nonché per la concessione di borse di studio in Italia e all'estero per la formazione di personale italiano destinato a svolgere cooperazione allo sviluppo;
- 2,55 mln di spese per funzionamento degli uffici all'estero e spese postali;
- 2,17 mln di rimborso spese di trasporto e indennità per missioni;
- 1,9 mln di contributi all'Istituto Agronomo per l'Oltremare;
- 1,5 mln - da poco stanziati - per l'adeguata presentazione delle iniziative e delle esperienze della cooperazione italiana all'Expo Milano 2015, nonché la valorizzazione delle esperienze innovative nel campo del diritto all'alimentazione, della sovranità alimentare e dell'accesso alle risorse naturali da essa condotte;
- 1,5 mln di contributi al Fondo ONU per l'Infanzia;
- 1,23 mln per studi, ricerche, consulenze, pubblicazioni, traduzioni con università e altri enti;
- 1 mln di contributi al IDLO;
- 1 mln di spese derivanti dalla ratifica ed esecuzione del trattato internazionale sulle risorse fitogeniche per l'alimentazione e l'agricoltura;
- 800mila di utenze, spese ausiliari e di pulizia;
- 662 mila per il Fondo per lo Sminamento Umanitario;
- 649mila di spese per liti, arbitraggi e risarcimenti;
- 644mila di imposte IRAP sul personale;
- 557mila di manutenzione ordinaria di immobili, mobili e macchinari;
- 599mila di contributi al ITPO di UNIDO;
- 452mila di contributi al UNICRI;
- 300mila per lo sviluppo del sistema informativo;
- 200mila di spese per la concessione di un immobile come sede della CGPM;
- 133mila di contributi ad organismi internazionali vari;
- 116mila per acquisto attrezzature non informatiche, di mobilio e di dotazioni librarie;
- 105mila di acquisti per beni di consumo per il funzionamento degli uffici;
- 60mila di noleggio e leasing di macchinari, licenze, mezzi;
- 4mila di acquisto di riviste, giornali, pubblicazioni e audiovisivi;
- 5mila per organizzazione e partecipazione a congressi, seminari e conferenze in Italia e all'estero;
- Programma "Cooperazione economica e relazioni internazionali" (41 mln), presso il CdR Direzione Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali, di cui:
- 2,5 mln per promuovere il dialogo tra l'Italia e i paesi dell'America Latina e Caraibi. Al fine di favorire una collaborazione bilaterale e favorire un approccio coordinato alla soluzione dei problemi globali, in particolare per quanto riguarda la partecipazione dei Ministri e vertici delle Organizzazioni Internazionali invitati alla VI e VII Conferenza Italia-America Latina e Caraibi.
- 579mila per assicurare all'Italia un ruolo di leadership nel rafforzamento della cooperazione Europa-Asia. In campo politico, economico, sociale e culturale, più nel dettaglio per il Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell'Asia-Europe Meeting/ASEM, sotto co-presidenza italiana, e la relativa presenza dei Capi di Stato e di Governo dei paesi ASEM (ottobre 2014).
- 579mila per completare la cancellazione del debito estero dei paesi più poveri e ristrutturazione di quello dei paesi a reddito medio-basso. Promuovere la partecipazione dell'Italia, in stretto coordinamento con le IFI, alla politica di cancellazione del debito estero dei paesi più poveri e alla strategia flessibile per le ristrutturazioni debitorie concordate al G8 di Evian per i paesi a reddito medio-basso; nonché guida e coordinamento della delegazione italiana (composta da MEF, MISE, Artigiancassa, SACE) al Club di Parigi per le intese multilaterali e gli accordi. Il valore obiettivo è l'avvio di almeno due negoziati bi-multilaterali.
- 29,5 mln per la cooperazione in campo economico-finanziario. Sostegno e partecipazione alle Organizzazioni Internazionali e Regionali, e ai processi in campo economico e finanziario di competenza della Direzione, assicurando d'intesa con le istituzioni tecniche pubbliche e private una qualificata presenza di funzionari ed esperti alle riunioni dei diversi organi collegiali. Il valore target per il 2014 è fissato in 40 missioni (per assicurare presenza italiana alle principali riunioni organizzate dalle Organizzazioni Internazionali e ai processi in campo economico-finanziario).
- 2,6 mln per la promozione della pace e sicurezza da parte dell'Italia in Asia, Africa subsahariana e America Latina. Assicurare la partecipazione dell'Italia ad iniziative volte al mantenimento della pace, sicurezza, promozione democrazia, diritti umani, interventi umanitari in Asia, America Latina e Africa subsahariana, attraverso forniture di beni o erogazione contributi a OI o enti pubblici e privati italiani ed esteri. Il valore target è la realizzazione di almeno sei progetti e iniziative finanziati a valere sui fondi ex legge 180/1992.
- 917mila per rafforzare la cooperazione bilaterale con i paesi dell'Asia. In campo politico, economico, culturale e sociale. Il valore di riferimento è di almeno dieci incontri bilaterali da parte dei Ministri e Sottosegretari di Stato.
- 636mila per rafforzare la cooperazione bilaterale coi paesi dell'America Latina. In campo politico, economico, culturale e sociale. Il valore di riferimento è di almeno dieci incontri bilaterali da parte dei Ministri e Sottosegretari di Stato.
- 917mila per rafforzare la cooperazione coi paesi dell'Africa subsahariana. In campo politico, economico, culturale e sociale. Il valore di riferimento è di almeno dieci incontri bilaterali da parte dei Ministri e Sottosegretari di Stato.
- 2,7 mln per la promozione della governance economica globale e dell'inclusione finanziaria. Assunzione di iniziative che assicurino un ruolo di leadership all'Italia nella soluzione dei problemi globali (governance economico-finanziaria, sicurezza energetica, sostenibilità ambientale, tutela della proprietà privata). Il valore target consiste nel numero di iniziative assunte, almeno tre.
Per macro-aggregati: - 26,5 mln di contributi obbligatori ad organismi internazionali;
- 9,9 mln di stipendi e contributi;
- 1,99 mln di contributi speciali all'Istituto italo-latino-americano;
- 648mla di IRAP sul personale;
- 560mila di contributi a favore del IRENA;
- 444mila per acqua, gas, luce, riscaldamento e pulizia locali;
- 233mila di spese per la partecipazione italiana a progetti e programmi internazionali nel quadro delle questioni globali;
- 215mila per iniziative in Italia o all'estero relative all'internazionalizzazione del sistema paese;
- 197mila di contributi ad organizzazioni internazionali, Stati esteri e altri enti, nel quadro della partecipazione italiana ad iniziative umanitarie e di pace;
- 149mila di tassa rifiuti;
- 92mila per l'invio di delegati ed esperti alle riunioni di organismi internazionali nel quadro della mondializzazione delle questioni globali;
- 74mila di spese per missioni all'estero e in Italia nel quadro della mondializzazione delle questioni globali;
- 23mila per cancelleria, stampati speciali, noleggio e trasporto mobili o impianti;
- 10 mila di spese di missione per partecipare alle riunioni del IRENA;
- 5mila per acquisto attrezzature non informatiche, di mobilio e di dotazioni librarie;
- 4mila di spese connesse al trattato generale di amicizia e cooperazione tra Italia e Argentina;
- Programma "Promozione della pace e sicurezza internazionale" (479,7 mln), presso il CdR Direzione Generale per gli Affari Politici e Sicurezza, di cui:
- 1,2 mln per il conseguimento di un seggio in CdS ONU nel biennio 2017-18.
- 1,1 mln per contribuire all'avanzamento del processo di transizione in Afghanistan attraverso la sua estensione ad ulteriori aree. Il valore di riferimento è l'avvio della seconda e terza tranche del processo, tramite deliberazione del Joint Afghan-Nato Intequal Board e approvazione dei relativi piani di implementazione.
- 1,1 mln per assicurare che il mandato del SG dell'OSCE venga rinnovato nel 2014. Estensione mandato Ambasciatore Zannier, in scadenza il 30 giugno 2014.
- 468mln per trattare questioni politiche relative a organismi internazionali di vario tipo. In sostanza trattare questioni attinenti ai problemi di sicurezza internazionale comprese quelle della PESC-PSDC, alla Nato, all'OSCE, e al Consiglio d'Europa, al disarmo e controllo degli armamenti, questioni politiche relative al sistema ONU, curare questioni attinenti i diritti umani e la cooperazione internazionale su svariati temi, nonché seguire le tematiche relative ai G8 e G20. L'indicatore obiettivo riguarda l'erogazione totale dei contributi finanziari destinati a organismi internazionali e la partecipazione ad almeno 33 incontri nell'ambito di organismi, fora internazionali e connessi.
- 7,5 mln per promuovere relazioni coi paesi del Nord America, Fed. Russa, Europa orientale extra-UE, Caucaso, Centro Asia, Mediterraneo e MO. I valori target riguardano la partecipazione ad almeno 33 incontri e riunioni di alto livello con organismi e autorità dei paesi di cui sopra, nonché la partecipazione italiana alla definizione e realizzazione di almeno tre progetti e iniziative internazionali a sostegno dei processi di transizione democratica e integrazione regionale, in particolare nell'area MENA.
- 1,1 mln per contribuire al processo di sviluppo e rafforzamento della PSDC. In particolare l'organizzazione, sotto la Presidenza italiana del Consiglio UE, di un evento dedicato ai tema della difesa/industria finalizzato a dare seguito operativo alle conclusioni del Consiglio Europeo di dicembre 2013 e a gettare le basi per il lavoro futuro in ambito UE.
Per macro-aggregati: - 447 mln di contributi obbligatori ad organismi internazionali;
- 13 mln per il finanziamento della PESC;
- 10 mln di stipendi e contributi;
- 3 mln di contributo volontario al fondo di cooperazione tecnica del AIEA;
- 2,77 mln relativi all'Accordo di Cooperazione Italia-Israele nel campo dello sviluppo industriale;
- 659mila di IRAP sul personale;
- 532mila di contributi ad organizzazioni internazionali, Stati esteri e altri enti nel quadro della partecipazione italiana ad iniziative umanitarie e di pace;
- 468mila per acqua, gas, luce, riscaldamento e pulizia locali;
- 458mila di contributi relativi all'Accordo per gli Scambi Culturali Italia-USA;
- 301mila per consulenze;
- 235mila per la fornitura diretta di beni e servizi nel quadro delle iniziative di pace ed umanitarie dell’Italia in sede internazionale;
- 235mila di contributo per la partecipazione al Fondo Europeo per la Gioventù;
- 193mila di spese per l’attuazione del trattato sulla messa al bando degli esperimenti nucleari, nonché spese per convenzioni con istituti, agenzie ed enti specializzati nei settori interessati dal trattato, spese per installazione e manutenzione impianti e attrezzature e altri mezzi necessari alla trasmissione e archiviazione dei dati scientifici previsti dal trattato, comprese le spese per ispezioni, locazioni, traduzioni correlate;
- 157mila di tassa rifiuti;
- 144mila di spese per missioni all'interno, all'estero e per trasferimenti;
- 114mila per invio delegati ed esperti alle riunioni del ONU, comprese spese di ufficio e di rappresentanza;
- 48mila di spese per le riunioni degli Stati facenti parte della Convenzione di Oslo;
- 38mila di spese per incontri, seminari e per l'attuazione della Convenzione sulla proibizione dello sviluppo-produzione-uso di armi chimiche;
- 33mila di finanziamento delle attività del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani;
- 26mila per missioni all'interno e all'estero per il bando degli esperimenti nucleari;
- 26mila per cancelleria, stampati speciali, noleggio e trasporto mobili o impianti;
- 25mila di indennità e spese di viaggio e rappresentanza per la partecipazione delle delegazioni italiane al Consiglio d'Europa;
- 11mila per missioni all'interno e all'estero per la convenzione sulle armi chimiche;
- 6mila per acquisto
attrezzature e apparecchiature non informatiche e dotazioni librarie;
- 2 mln per la preparazione e lo svolgimento della Presidenza italiana dell'UE nel semestre luglio-dicembre 2014. Un obiettivo specifico è la realizzazione di almeno dieci tra incontri e riunioni dedicati all'allargamento dell'UE.
- 2 mln per sostenere i processi di cooperazione politica ed economica UE attraverso rafforzamento dei rapporti bilaterali con i membri UE. Sviluppare sinergie su questioni di interesse comune, promuovere gli interessi degli attori del sistema Italia negli altri paesi membri, promuovere occasioni di incontro e iniziative di cooperazione, che si concretizzi in almeno dieci incontri bi-multilaterali in cui si registrano convergenze concrete su tematiche europee.
- 2 mln per accrescere l'attenzione dell'UE verso il Mediterraneo. In particolare in relazione alle trasformazioni in atto nel Nord Africa, così che siano adottate iniziative politiche volte a sostenere e consolidare le transizioni in atto. Anche in questo caso si ipotizza un target di dieci incontri o riunioni promosse in ambito UE e dedicate al Mediterraneo.
- 2 mln per sostenere il processo di allargamento dell'UE ai paesi candidati o potenziali anche attraverso maggiore cooperazione regionale e rafforzamento rapporti bilaterali. L'italia dovrà sostenere la prospettiva europea dei Balcani Occidentali (Serbia, Albania, Kosovo, FYROM, Montenegro, Bosnia) e della Turchia, inoltre nel quadro delle priorità della Presidenza Italiana UE andranno promosse azioni per tenere alta l'attenzione sull'allargamento dell'agenda UE e dei partner europei, presso Stati membri e sedi UE, sviluppare sinergie su questioni di interesse comune, consolidare alleanze, stabilizzare sicurezza magari rafforzando i rapporti bilaterali e le iniziative di cooperazione regionale (InCE, IAI, RCC ecc), rafforzare prospettive di cooperazione transfrontaliera e territoriale in vista della definizione della Strategia UE per la Regione Adriatico-Ionica. L'obiettivo è di almeno 7 riunioni e iniziative dedicate al tema dell'allargamento.
- 14 mln per assicurare il contributo dell'Italia al processo di integrazione europea tramite la partecipazione ai negoziati in ambito UE e rafforzando i rapporti con i paesi di competenza. Contribuire al rafforzamento dell'UE, anche con un convinto sostegno al SEAE, rafforzare iniziative diplomatiche e negoziati comunitari, contribuire alla crescita economica nazionale stimolando gli IDE verso l'Italia e promuovendo le nostre imprese all'estero, promuovere iniziative per la minoranza italiana in Croazia e Slovenia.
I valori target sono svariati, in questo caso: contribuire ad almeno tre iniziative di assistenza; effettuare almeno 150 tra visite e incontri bi-multilaterali, poi vi sono due indicatori non chiari ossia il sostegno finanziario ad organizzazioni internazionali e attuazione degli accordi bilaterali in vigore (il target è 8, ma non si capisce se riguardi il numero di accordi da attuare o cos'altro) e convenzioni a supporto di iniziative pro minoranza italiana in Croazia e Slovenia (è indicato 1, ma anche qui non si capisce se ci si impegna ad arrivare alla stipula di almeno una convenzione di questo tipo o cos'altro).
Per macro-aggregati:
o
9,1 mln di
stipendi e contributi;
o 3,5 mln per iniziative a favore della minoranza italiana in Ex Jugoslavia; 2,3 mln per favorire interventi a tutela del patrimonio storico-culturale delle comunità degli esuli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia;
601mila di
IRAP;
o 2,2 mln di contributi obbligatori ad organismi internazionali;
o 2 mln di costi di interpretariato derivanti dall’accordo sul regime linguistico dell’Unione Europea allargata; 1,21 mln di contributi a enti e associazioni per interventi volti a favorire attività e iniziative per la conservazione delle testimonianze connesse con la storia e le tradizioni del gruppo etnico italiano nell’Ex Jugoslavia;63mila di spese per missioni all’interno, all’estero e per trasferimenti;
o 2 mln di costi di interpretariato derivanti dall’accordo sul regime linguistico dell’Unione Europea allargata; 1,21 mln di contributi a enti e associazioni per interventi volti a favorire attività e iniziative per la conservazione delle testimonianze connesse con la storia e le tradizioni del gruppo etnico italiano nell’Ex Jugoslavia;63mila di spese per missioni all’interno, all’estero e per trasferimenti;
o 320mila per
acqua, luce, gas, riscaldamento e pulizia;
o
16mila per
cancelleria e stampati speciali, noché noleggio e trasporto mobili e macchine;
o
107mila di
tassa rifiuti;
o 109mila di
contributo alla Maison de l’Italie della città universitaria di Parigi;
o 356mila di contributo alla Associazione Culturale Villa Vigoni di Menaggio;
o
26mila per
le spese derivanti dall’esecuzione della convenzione sulla pesca nelle acqueitalo-svizzere;
o
37mila per
favorire attività e iniziative per la conservazione delle testimonianze
connesse con la storia e le tradizioni del gruppo etnico italiano nell’Ex
Jugoslavia;
o
52mila per
la fornitura diretta di beni e servizi nel quadro di iniziative di pace ed
umanitarie dell’Italia in sede internazionale;
o
4mila per
acquisto di attrezzature e apparecchiature non informatiche, di mobilio e
dotazioni librarie;
- Programma
“Italiani nel mondo e politiche migratorie” (42,1 mln), presso il CdR Direzione Generale per gli Italiani all'estero e le Politiche Migratorie, di cui:
- 1 mln per la valorizzazione dei servizi consolari. Tramite la ottimizzazione e la messa a regime dell'intera dotazione di strumenti di lavoro informatici, gestionali e organizzativi. L'obiettivo è concedere passaporti ai cittadini italiani residenti all'estero entro 20 giorni e rilasciare i visti d'affari entro 8 giorni, in almeno il 82,5% dei casi.
- 17,8 mln per la promozione e lo sviluppo di attività all'estero rivolte ad italiani. Il target è raggiungere almeno il 90% delle richieste evase o delle risorse impiegate.
- 1,8 mln per la cooperazione bi-multilaterale in materia migratoria. In sostanza favorire una sempre più efficiente trattazione delle questioni riguardanti l'immigrazione e visti d'ingresso. Anche l'obiettivo è raggiungere almeno il 90% delle richieste evase.
- 21,5 mln per il trasferimento di risorse ad Organizzazioni Internazionali (d'ora in poi OI). Si tratta di erogare i contributi al Centro di Formazione Internazionale OIL a Torino, all'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e al ILO.
Per magro-aggregati:
o
6 mln di
stipendi e contributi;
o
396mila di
IRAP;
o
6mila per
spese di viaggio, missioni e viaggi per iniziative di programmazione e
coordinamento delle attività educative degli italiani all’estero, per ispezioni
presso gli enti che attuano tali attività, nonché per la presidenza delle
commissioni d’esame al termine dei corsi per la preparazione agli esami di
idoneità e licenza elementare e media;
o
42mila per
spese di missione all’interno, all’estero e per trasferimenti;
o
403mila per
acqua, gas, luce, riscaldamento e pulizie locali;
o
16mila per
cancelleria e stampati speciali, nonché noleggio e trasporto mobili e macchine;
o
162mila di
spese per politiche generali concernenti le collettività italiane all’estero,
la loro integrazione e diritti, nonché per attività di coordinamento
Stato-Regioni in favore delle comunità all’estero, per valorizzazione del ruolo
degli italiani all’estero, per la partecipazione e organizzazione di convegni;
o
135mila di
tassa rifiuti;
o
1,57 mln di
contributi ai comitati italiani all’estero;
o
7,85 mln di
contributi al Centro Internazionale di perfezionamento professionale e tecnicodi Torino;
o
547mila per
associazioni ed enti che operano per l’assistenza delle collettività italiane
all’estero;
o
93mila per
le riunioni annuali dei Presidenti dei Comites;
o
13,6 mln di
contributi obbligatori ad organismi internazionali;
o
392mila per attività
culturali, educative e ricreative in favore dei connazionali e delle loro
attività all’estero, compresi studi e indagini;
o
1 mln di
contributi per il funzionamento del Consiglio Generale degli italianiall’estero;
o
9,8 mln per
contributi, libri, materiale didattico e relative spese di spedizione ad enti e
associazioni per l’assistenza educativa, culturale e ricreativa dei lavoratori
italiani all’estero e delle loro famiglie;
o
4mila di
spese per acquisto di apparecchiature e attrezzature non informatiche, mobilio
e dotazioni librarie;
- Programma
“Promozione del sistema paese” (162,9 mln), presso il CdR Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese, di cui:
- 1,6 mln per la diffusione della lingua italiana. Considerato come fattore di promozione complessiva del nostro paese, soprattutto nelle aree emergenti. Il target è realizzare almeno il 65% delle iniziative prefissate.
- 565mila per l'internazionalizzazione del sistema produttivo italiano. Esportazioni, IDE, approvvigionamento imprese e materie prime...il solito insomma. Il valore obiettivo di nuovo la realizzazione di almeno il 65% delle iniziative prefissate.
- 161 mln per promozione e iniziative di internazionalizzazione delle autonomie territoriali e del sistema economico e promozione della cultura e scienza italiana.
Si indica la realizzazione di almeno dieci convegni o eventi tematici, erogare le borse di studio e di scambio giovanili (valore dell 100%, presumo riguardi l'erogazione totale), garantire il 100% dei soggiorni in Italia e all'estero (anche qui immagino si riferiscano a quelli preventivati), promuovere l'immagine dell'Italia all'estero (100% il valore, non è chiaro a cosa si riferisce)
Per macro-aggregati:
o
13,2 mln di
stipendi e contributi;
o
20mila per
buoni pasto per il personale;
o
875mila di
IRAP;
o
614mila per
acqua, gas, luce, riscaldamento e pulizie locali;
o
6mila per
corsi di formazione e orientamento sui servizi all’estero per il personale da
destinare alle istituzioni scolastiche e culturali italiane e straniere
all’estero, nonché corsi di aggiornamento e formazione del personale in
servizio presso le istituzioni scolastiche e culturali all’estero;
o
1 mln per
l’organizzazione di manifestazione artistiche e culturali, incluse spese di
viaggio per docenti ed esperti, spese per organizzare conferenze periodiche
generali e per aree geografiche;
o
10mila per
funzionamento, compensi, rimborsi trasferte e di trasporto ai membri estranei
al Ministero, di consigli, comitati e commissioni;
o
46mila per
cancelleria, stampati speciali e quanto necessario per il funzionamento degli
uffici, nonché noleggio e trasporto mobili, macchine e impianti;
o
15mila per
l’invio di delegati ed esperti alle riunioni UNESCO, nonché relative spese per
la sede, funzionamento e per le attività e il funzionamento della Commissione
italiana per l’educazione, la scienza e la cultura;
o
99mila per
la salvaguardia di beni di valore artistico MAE MIBAC in proprietà e comodato,
interventi conservativi, spese per ricognizioni all’estero, collezioni e mostre
d’arte in Italia e all’estero, sponsorizzazione e comunicazione di tali eventi;
o
564mila per
iniziative all’interno e all’estero relative all’internazionalizzazione del
sistema paese;
o
240mila di
tassa rifiuti;
o
188mila per
l’insegnamento della lingua e della cultura italiana a stranieri da parte di
istituzioni italiane e straniere, per corsi di aggiornamento per docenti
italiani e stranieri, per l’acquisto di libri e materiale didattico per le
istituzioni straniere e per gli istituti di cultura italiani, spese per
organizzare convegni sulla lingua italiana e sull’editoria;
o
8,4 mln per
retribuzioni agli incaricati locali e ai supplenti temporanei;
o
57,7 mln per
assegni, imposte, contributi e indennità aggiuntive per il personale addetto
alle istituzioni scolastiche;
o
203mila per
premi di assicurazione;
o
1.660euro
per la fornitura gratuita e spedizione di libri agli alunni delle scuole
statali italiane all’estero;
o
73mila per
spese di missione all’interno e all’esterno;
o
280mila
spese di viaggio per congedo in Italia del personale addetto alle istituzioni
scolastiche culturali all’estero;
o
1,6 mln di
rimborso di spese di trasporto per trasferimenti;
o
3mila per
viaggi del personale addetto alle istituzioni scolastiche culturali italiane e
straniere all’estero;
o
40mila per
l’attuazione dell’autonomia scolastica nelle scuole statali all’estero;
o
70mila per
progetti finalizzati al miglioramento dell’offerta formativa e superamento del
disagio scolastico;
o
1 mln di
contributi alle scuole italiane paritarie all’estero;
o
1 mln di
contributi ad istituzioni scolastiche e universitarie straniere per la
creazione e funzionamento di cattedre di lingua italiana, per la divulgazione
di corsi di lingua italiana, per borse di studio e viaggi di perfezionamento a
chi abbia frequentato con profitto corsi di lingua e cultura, nonché alle
scuole europee per la creazione ed il funzionamento di sezioni italiane;
o
301mila di
contributi ad enti, associazioni e amministrazioni straniere per corsi di
formazione e aggiornamento per docenti di lingua italiana;
o
5 mln per
borse di studio;
o
370mila per
premi e sussidi ai cittadini italiani che si recano all’estero a scopo di
studio o perfezionamento o ricerca, e sussidi a istituzioni e organismi o enti
italiani per le stesse finalità;
o
675mila di
contributi per missioni scientifiche e di ricerca preistoriche, etnologiche e
archeologiche all’estero, compresi restauro e conservazione del patrimonio;
o
112mila di
contributi per missioni culturali e
scientifiche a favore di docenti, esperti e personalità straniere per soggiorno e viaggi all’interno del paese,
nonché contributo per viaggi di esperti e personalità della cultura italiana
effettuati in base ad accordi;
o
1,6 mln di contributo per incentivare progetti di
ricerca concordati nei protocolli di cooperazione bilaterale e multilaterale in
materia, nonché per iniziative culturali intraprese nel quadro di accordi di
collaborazione tra università italiane e straniere;
o
215mila per
premi e contributi per la divulgazione del libro italiano e per la traduzione
di opere letterarie e scientifiche, nonché doppiaggio o traduzione
cortometraggi e serie tv destinati ai media di massa;
o
200mila a
favore di enti e associazioni per l’attuazione di manifestazioni
socio-culturali nell’ambito degli scambi giovanili Italia-estero;
o
107mila per
l’esecuzione dell’accordo Italia-CSI per l’attuazione degli scambi giovanili;
o
51mila a
favore degli scambi per la gioventù nel quadro degli impegni internazionali,
viaggi, soggiorni stranieri in Italia ecc;
o
10,3 mln di
spese derivanti dall’atto costitutivo del Centro Internazionale di IngegneriaGenetica e Biotecnologica;
o
906mila di
contributi al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico;
o
977 euro di
contributi alla Associazione Internazionale di Archeologia Classica;
o
38,8 mln di
contributi erogati a organismi internazionali e nazionali nell’ambito delle
relazioni culturali con l’estero;
o
89mila di
spese derivanti dalla partecipazione italiana al finanziamento del segratariato
per il controllo delle esportazioni di armi convenzionali e prodotti a
tecnologia dual use;
o
2,3 mln di
contributi alla Accademia delle Scienze del Terzo Mondo;
o
164mila per
l’esecuzione dei programmi bilaterali e degli impegni multilaterali relativi
all’attuazione e allo sviluppo della cooperazione internazionale in campo
scientifico e tecnologico, agli stessi fini per missioni in Italia e
all’estero, per acquisti e spedizione apparecchiature e materiali, nonché per
pubblicazioni e ricerche;
o
12,5 mln per
assegni agli istituti italiani di cultura all’estero;
o
1,65 mln di
contributo ordinario per il funzionamento del WWAP;
o
10mila per
acquisto di apparecchiature e attrezzature non informatiche, di mobilio e
dotazioni librarie;
·
- Programma
“Presenza dello Stato all’estero tramite le strutture diplomatico-consolari”
(63 mln), presso il CdR Direzione Generale per l'Amministrazione, l'Informatica e le Comunicazioni, di cui:
- 428mila per aumentare l'efficienza della rete diplomatico-consolare. Attraverso l'implementazione dell'autonomia gestionale (DPR 54/2010), ristrutturare la spesa destinata alla rete all'estero, soprattutto diminuendo i canoni di locazione di natura residenziale. Il target è una riduzione della spesa per canoni di locazione residenziali almeno pari al 1,5%.
- 563mila per aumentare la sicurezza dei luoghi di lavoro presso gli uffici. Ossia l'implementare della sicurezza contenendo infortuni sul lavoro, di cui al Dlgs 81.
- 62 mln per provvedere alla gestione e manutenzione della Rete Estera del MAE. SI tratta di tutte le questioni attinenti funzionamento, attrezzature, manutenzione, ristrutturazione dei beni mobili e immobili della Rete Estera dell'Amministrazione. Ci si prefissa come target la realizzazione di tutte le iniziative previste.
Per macro-aggregati:
o
1,6 mln di
stipendi e contributi;
o
105mila di
IRAP;
o
65mila per
consulenti legali, sanitari e tecnici;
o
54 mln come
dotazioni finanziarie per le rappresentanze diplomatiche e uffici consolari di
prima categoria;
o
5,8 mln per
ristrutturazione, costruzione e spese connesse per immobili da adibire a sedi
di rappresentanze diplomatiche, uffici consolari e alloggi per il personale;
1,34 mln come dotazione finanziaria in conto
capitale per le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari di prima
categoria;
- Programma “Rappresentanza
all’estero e servizi ai cittadini e alle imprese” (584,1 mln), presso il CdR Direzione Generale per le Risorse e l'Innovazione, di cui:
- 568 mln per la programmazione e gestione delle risorse umane. Tutto ciò che riguarda l'organizzazione degli Uffici centrali e di quelli all'estero, gestione-controllo-reclutamento personale, determinazione trattamento economico e provvidenze, elaborazione di proposte concernenti il perosnale, relazioni sindacali e contrattazione, formazione e addestramento personale. L'obiettivo è raggiungere almeno il 75% di percentuale di riscontro delle richieste relative alla gestione delle risorse umane.
- 16 mln per la programmazione e coerenza della gestione delle risorse finanziarie ed innovazione organizzativa. Compresa la semplificazione delle procedure amministrative, la predisposizione e allocazione risorse, liquidazione del trattamento economico del personale e rimborsi viaggi e trasporti. Stessa la percentuale-obiettivo, però relativa alla gestione delle risorse finanziarie.
Per macro-aggregati: - 558,7 per stipendi, contributi, indennità varie per il personale;
- 5,5 mln di IRAP;
- 3,4 mln per il fondo unico per il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi istituzionali per il personale assunto presso le sedi estere;
o
265mila per
spese di ufficio e di rappresentanza ai titolari degli uffici consolari di
seconda categoria;
o
2mila di
rimborso spese per visite medico-fiscali e di controllo per il personale in
servizio all’estero;
o
69mila per
viaggi di servizio del personale degli uffici diplomatici e consolari;
o
11,5 mln di
rimborso spese per trasferimenti;
o
1,8 mln di
spese di viaggio per congedo del personale e dei familiari a carico;
o
841mila per
l’organizzazione e partecipazione a convegni, conferenze, commissioni all’estero
e in Italia;
o
605mila per
indennità di missione, viaggi di servizio, funzionamento e rappresentanza delle
delegazioni diplomatiche speciali;
o
629mila come
fondo da ripartire per rafforzare la sicurezza delle rappresentanze
diplomatiche e consolari;
- Programma “Coordinamento
dell’Amministrazione in ambito internazionale” (13,92 mln), presso il CdR Segreteria Generale, di cui:
- 10 mln per assistere il Ministro nell'elaborazione di indirizzi e programmi, assicurare coerenza gestione e coordinamento MAE, assistere connazionali in contesti di emergenza, consulenza in questioni di diritto interno e internazionale.
- 2 mln per l'attuazione del programma triennale per la trasparenza e integrità. Il piano dovrebbe servire a promuovere tra i dipendenti la cultura della legalità e della permeabilità dei processi organizzativi (sì avete letto bene, permeabilità!). Ci si pone l'obiettivo di realizzare il 100% delle iniziative previste.
- 1,7 mln per rafforzare il dialogo operativo con le altre amministrazioni. In particolare con la Difesa, Interno, MISE, MIUR, Dip. Politiche Europee, MIBAC, MEF.
Il target è la realizzazione di almeno il 65% delle iniziative.
Per macro-aggregati:
o
9,2 mln per
stipendi e contributi;
o
604mila di
IRAP;
o
736mila per
acqua, gas, luce, riscaldamento, pulizia;
o
2mila per
stampa, acquisto, diffusione pubblicazioni;
o
254 euro per
l’archivio storico diplomatico;
o
26mila per
cancelleria, stampati speciali, noleggio e trasporto mobili e impianti;
o
314mila di
tassa rifiuti;
o
1,36 mln per
la tutela degli interessi italiani e la sicurezza dei connazionali all’estero
in emergenza;
o
243mila per
il potenziamento delle attività di analisi e documentazione in materia di
politica internazionale;
o
1,4 mln da erogare a
enti, istituti e altri organismi;
o
5mila per acquistare
attrezzature e apparecchiature non informatiche, di mobilio e dotazioni
librarie;
- Programma “Comunicazione
in ambito internazionale” (13,86 mln), presso il CdR Servizio per la Stampa e la Comunicazione Istituzionale, interamente per l'attività di formazione e comunicazione relativa alle attività del Ministro, delle Direzioni Generali, servizi MAE e sedi estere. Nel complesso il Servizio Stampa provvede alla diffusione delle dichiarazioni ufficiali, materiali, informazioni, assiste il Capo Servizio quale portavoce del Ministro, dirama informazioni agli Uffici, intrattiene contatti con giornalisti riguardo le attività MAE e le missioni del Ministro, tratta questioni bi-multilaterali sull'informazione, cura relazioni col pubblico.
Tre sono gli indicatori di riferimento: organizzare almeno dieci convenzioni e atti di cottimo per assicurare la fornitura del materiale informativo, fornire almeno diecimila prodotti stampa selezionati agli Uffici, raggiungere almeno una visualizzazione pari a dieci milioni del portale istituzionale del Ministero.
Per macro-aggregati:
o
3,1 mln di
stipendi e contributi;
o
788mila per
servizio stampa, acquisto riviste e giornali, pubblicazioni, traduzioni,
progetti di comunicazione;
o
206mila per
acqua, gas, luce, riscaldamento, pulizia locali;
o
39mila per
cancelleria e stampati speciali, noleggio e trasporto mobili e impianti;
o
69mila di
tassa rifiuti;
o
203mila di
IRAP;
o
9,4 mln per
la diffusione di notizie italiane attraverso testate giornalistiche italiane
con attività di servizi esteri;
o
2mila per
spese per attrezzature e apparecchiature non informatiche, di mobilio e
dotazioni librarie;
E ora
passiamo alla Missione “Servizi generali e istituzionali delle AAPP” (83,3 mln)
- Programma “Indirizzo
politico” (11,3 mln), presso il CdR Gabinetto e Uffici di diretta Collaborazione all'Opera del Ministro, interamente per definire e realizzare iniziative politiche per il mantenimento della pace e sicurezza nel mondo. L'indicatore riguarda la realizzazione di iniziative politiche per la pace, sicurezza e legalità internazionale (il valore obiettivo è del 100%, non è chiaro se si riferisce all'effettiva realizzazione di tutte le iniziative o meno).
Per macro-aggregati:
o
610mila per
stipendi, contributi e altri assegni fissi al Ministro e ai sottosegretari;
o
8,8 mln per
stipendi e contributi del personale;
o
313mila per
i componenti dell’organismo indipendente di valutazione e per il personale
della relativa struttura tecnica;
o
869mila di
IRAP;
o
435mila per
acqua, luce, gas, riscaldamento, pulizia locali;
o
22mila per
cancelleria e stampati speciali, noleggio e trasporto attrezzature e
apparecchiature;
o
987 euro per
il funzionamento dell’organismo di valutazione;
o
146mila di
tassa rifiuti;
o
4mila500
spese per attrezzature e apparecchiature non informatiche, di mobilio e
dotazioni librarie;
- Programma “Servizi
e affari generali per le Amministrazioni di competenza” (72 mln), in questo caso suddiviso presso tre diverse CdR: l'Ispettorato Generale del Ministero e degli Uffici all'Estero (per contribuire a migliorare efficienza gestione strutture MAE, accentuare verifiche e monitoraggio per ottimizzare la spesa e affinare parametri per la difesa e sicurezza sedi e personale. 3,2 mln in totale, con un target percentuale del 80% tra ispezioni effettuate e programmate); la Direzione Generale per le Risorse e l'Innovazione (che si occupa di: continuare le politiche propulsive delle pari opportunità, 1 mln, in sostanza aumentando la percentuale femminile in incarichi di responsabilità di almeno il 1,5%; programmare e gestire le risorse umane, 23,6 mln, con un parametro obiettivo del 75% in termini di riscontro delle richieste evase relative alla gestione risorse umane; programmare e gestire risorse finanziarie ed innovazione organizzativa, 9,2 mln), la Direzione Generale per l'Amministrazione, l'Informatica e la Comunicazione (che si occupa di: provvedere alla gestione e manutenzione MAE, sistema informativo e semplificazione processi amministrativi, 31,6 mln, soprattutto per quanto riguarda l'uso della PEC e della Firma Digitale; incrementare il benessere organizzativo del personale in servizio, 304mila, in particolare il target è la creazione di parcheggi per i genitori che accompagnano i bambin all'asilo nido del MAE; favorire la modernizzazione dei servizi della rete all'estero nell'ambito della digitalizzazione, 3 mln, in particolare implementando il Portale SECOLI, realizzare un sistema di pagamenti on line tramite carte di credito, realizzare la piattaforma di e-voting Estensione @doc alla Rete diplomatico-consolare).
Per macro-aggregati:
o
2,5 mln
stipendi e contributi;
o
165mila di
IRAP;
o
16mila per
missioni ispettive all’interno e all’estero;
o
155mila per
missioni di sicurezza;
o
232mila per acqua,
luce, gas, riscaldamento, pulizia locali;
o
13mila per
cancelleria e stampati speciali, noleggio e trasporto attrezzature e
apparecchiature;
o
78mila di
tassa rifiuti;
o
26 mln di
stipendi e contributi;
o
1,7 mln di
IRAP;
o
22mila per
spese per missioni all’interno, all’estero e per trasferimenti;
o
3mila per la
sorveglianza sanitaria e la sicurezza sui luoghi di lavoro;
o
7mila di
spese di funzionamento e compensi per i membri estranei al Ministero, consigli,
commissioni e comitati;
o
33mila per
attività di ricerca, di studio, di programmazione degli archivi centrali del Ministero,
preparazione e pubblicazione studi e documenti anche con la collaborazione di
enti ed università;
o
76 euro per
spese casuali;
o
847mila per acqua,
luce, gas, riscaldamento, pulizia locali;
o
46mila per
cancelleria e stampati speciali, noleggio e trasporto attrezzature e
apparecchiature;
o
8mila per
missioni all’interno e all’estero dell’istituto diplomatico;
o
444mila per
l’effettuazione di corsi;
o
168 euro di
spese di rappresentanza dell’istituto diplomatico;
o
10mila per
acquisto di materiale didattico, attrezzature e installazione per attività di
formazione, attività dei corsi e pubblicazioni dell’istituto diplomatico;
o
284mila di
tassa rifiuti;
o
2,8 mln per
altri servizi sociali a favore dei dipendenti in servizio presso l’Amministrazione
centrale;
o
40mila per
provvidenze in favore del personale in servizio, cessato, delle loro famiglie;
o
68mila di
equo indennizzo al personale civile per la perdita dell’integrità fisica o per
l’infermità contratta in servizio;
o
9mila di
assicurazione per i rischi professionali e la responsabilità civile dei
dirigenti;
o
500mila per
la stipula di polizze assicurative sanitarie da parte del personale in servizio
all’estero;
o
360mila per
la stipula di polizze assicurative contro i rischi sulla vita a favore del
personale in servizio all’estero;
o
104mila di
spese di viaggio, vitto e alloggio, iscrizione corsi seminari o altre attività
formative in Italia e all’estero, da parte di personale del Ministero;
o
8mila per il
trasporto salme dipendenti deceduti in servizio;
o
300mila per
liti, arbitraggi e risarcimenti;
o
6,67 mln di
stipendi e contributi;
o
434mila di
IRAP;
o
1,6 mln per acqua,
luce, gas, riscaldamento, pulizia locali;
o
90mila per
missioni all’interno, all’estero e per trasferimenti;
o
657mila per
noleggio e manutenzione apparati per telecomunicazioni, mobili, strutture,
sistemi di allarme, telecomunicazioni delle rappresentanze all’estero e corsi
di specializzazione tecnica di base;
o
8,1 mln per
la manutenzione della centrale telefonica e della rete, per canoni e conversazioni
telefoniche e videoconferenze;
o
39mila per
cancelleria e stampati speciali, noleggio e trasporto attrezzature e
apparecchiature;
o
39mila per l’esercizio
dei mezzi di trasporto;
o
29mila per
fitto di locali, aree espositive e relativi oneri accessori;
o
1,1 mln per
allestimento locali, trasporto, assicurazioni, noleggi, sicurezza e quant’altro
necessario al funzionamento della sede centrale e pertinenze;
o
5mila500 per
stampa e allestimento pubblicazioni, trasporto e acquisto materiali necessari,
per il funzionamento della tipografia riservata e del centro fotorotolitografico;
o
2mila di
spese di copia, stampa, carta bollata, registrazione e varie inerenti i contratti
stipulati dall’amministrazione;
o
36mila per
la sorveglianza sanitaria e la sicurezza sui luoghi di lavoro;
o
7mila per
acquisto, noleggio, trasporto macchine e materiale, spese di funzionamento e
quant’altro, per il centro organizzazione conferenze internazionali e il centro traduzioni;
o
22mila di
manutenzione mezzi di trasporto;
o
148mila di
noleggio mezzi di trasporto;
o
110mila di
spese postali e telegrafiche;
o
444mila di
tassa rifiuti;
o
5,2 mln di
noleggio, trasporto e installazione di apparecchiature informatiche e per l’automazione
degli uffici, relativa manutenzione e supporto tecnico, addestramento personale
tecnico ed utenti, funzionamento del sistema informativo degli affari esteri;
o
225mila di
spese per il servizio corrieri;
o
2 mln di
manutenzione ordinaria immobili;
o
97mila di
manutenzione impianti e attrezzature, nonché adeguamento sicurezza;
o
5mila per acquisto
attrezzature e apparecchiature non informatiche, di mobilio e dotazioni
librarie;
o
10mila per
acquisto attrezzature e apparecchiature non informatiche, di mobilio e
dotazioni librarie;
o
6,3 mln per
lo sviluppo del sistema informativo;
o
8mila per
acquisto attrezzature e apparecchiature non informatiche, di mobilio e
dotazioni librarie;
o
1,4 mln per
noleggio e manutenzione apparati per telecomunicazioni, mobili, strutture,
sistemi di allarme, telecomunicazioni delle rappresentanze all’estero;
o
56mila per
manutenzione straordinaria immobili;
o
56mila per
manutenzione straordinaria impianti e attrezzature, nonché adeguamento della
sicurezza nei luoghi di lavoro;
Infine
arriviamo all’ultima Missione, “Fondi da ripartire” (9,3 mln), che vede un solo
Programma “Fondi da assegnare”, di uguale importo, che include 715mila di spese
da ripartire per provvedere ad eventuali sopravvenute maggiori esigenze di
spesa per consumi intermedi, nonché 8,6 mln di fondo unico per il miglioramento
dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi istituzionali.
Tale programma è gestito dalla Direzione Generale per le Risorse e l'Innovazione, con stanziamenti destinati interamente ad assicurare l'appropriata ripartizione dei fondi secondo il fabbisogno e le esigenze.
Nel prossimo post vedremo poi quanto e come è cambiata la spesa di tale Ministero negli anni, il dettaglio di alcune voci (soprattutto il personale) e una visione di insieme più generale, così da poter dare delle indicazioni su come e dove indirizzare la spesa.
Tale programma è gestito dalla Direzione Generale per le Risorse e l'Innovazione, con stanziamenti destinati interamente ad assicurare l'appropriata ripartizione dei fondi secondo il fabbisogno e le esigenze.
Nel prossimo post vedremo poi quanto e come è cambiata la spesa di tale Ministero negli anni, il dettaglio di alcune voci (soprattutto il personale) e una visione di insieme più generale, così da poter dare delle indicazioni su come e dove indirizzare la spesa.
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